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MONITORAGGI > INDOOR > FIBRE CERAMICHE REFRATTARIE
I principali settori di impiego delle lane minerali e delle fibre ceramiche:

LANE MINERALI

Edilizia (isolamento termoacustico )
Industria (isolamento impianti di processo, settore del caldo e del freddo)
Trasporti (isolamento termoacustico )
Applicazioni speciali ( barriere acustiche)
Ceramica (forni)
Trattamento primario dei metalli
Fonderie
Industria petrolchimica
Processi chimici generali

Valori Limite

NIOSH REL: 3 fibre/ cc TWA  (3.5 m di fibre in diametro & 10 m in lunghezza) TWA 5 mg/ m 3 (totale) Nota: A, R  - Symboli T

R: 49-38  - S: 53-45
ACGIH: 0,2 fibre/cc TWA FCR – 1,0 fibre/cc TWA
CE:
OSHA PEL: TWA 15 mg/ m 3 (totale) TWA 5 mg/ m 3 (resp)


Servizi
La nostra Procedura di valutazione del rischio da Fibre Ceramiche Refrattarie si sviluppa nelle seguenti fasi:

  1. Check-list puntuale per la individuazione delle sorgenti
  2. Verifica delle modalità di stoccaggio, trasporto e utilizzo delle FCR, potenziali aerodispersioni.
  3. Aspirazione localizzata e tipologia di abbattimento delle FCR in ogni fase in cui vi sia dispersione nell’aria dell’ambiente di lavoro privilegiando le tecnologie ad umido.
  4. Manutenzione programmata e pulizia periodica delle attrezzature e macchine utilizzate nei processi; anche in questo caso con utilizzo di tecnologie ad umido.
  5. Monitoraggio personale della esposizione professionale dei lavoratori esposti a FCR secondo metodiche tecniche riconosciute e validate: (UNI-NIOSH)
  6. Determinazione quantitativa della esposizione professionale con tecnica MOCF (Microscopia Ottica in contrasto di fase - metodo OMS - 1997) (§)
  7. Definizione delle azioni correttive da attuare per avere il più basso livello di rischio.
  8. Informazione dei lavoratori
  9. Verifica della efficacia delle azioni correttive e riesame del rischio.

Fibre Ceramiche Refrattarie
Le fibre respirabili sono tutte quelle che possono essere inalate e penetrare nella profondità dei polmoni.
Per l'O.M.S., "... una fibra definita da una lunghezza superiore od uguale a 5 µ e da un rapporto di allungamento (L : D) maggiore od uguale a 3 : 1".

Fibre con diametri inferiori a 3 µ sono da considerare respirabili..." (O.M.S., 1985) ed alcuni studi concordano con la scarsa possibilità per fibre di diametro superiore a 3.5 µ di penetrare sino al livello alveolare dei polmoni.

Riguardo alla lunghezza, è dimostrata la scarsa influenza della lunghezza sul comportamento aerodinamico, ed è opinione diffusa che fibre di lunghezza superiore a 200 - 250 µ siano troppo grandi per depositarsi nei polmoni e che siano da ritenere quindi non respirabili a tutti gli effetti; alcuni autori diminuiscono sino a 100 µ il limite dimensionale per la deposizione polmonare.


Le fibre ceramiche
Le fibre ceramiche sono impiegate soprattutto come fibre refrattarie per impieghi che superano i 1000 °C e sono caratterizzate da una struttura policristallina piuttosto che amorfa.
Le fibre ceramiche refrattarie sono utilizzate soprattutto per l’isolamento termico ad alte temperature e per la realizzazione di compositi speciali.
 
I materiali impiegati sono il boro, il carburo di silicio, l’allumina, lo zirconio.
Si trovano sotto forma di filamenti o fibre molto sottili (whiskers); i monofilamenti più grandi o multifilamenti si possono utilizzare per trasformazioni tessili (filati, corde, prepreg per i compositi).
Le caratteristiche sono legate alla struttura fine del materiale, legata allo specifico tipo di fibre.
Infine ci sono tipi di fibre più sofisticate, a base di carburo di boro, nitruro di silicio e nitruro di boro.

Proprietà chimiche
Le fibre refrattarie sono una classe di materiali a bassa reattività chimica.
Le caratteristiche migliori riguardano la resistenza all’ossidazione alle alte temperature, ed anche l’inerzia verso la corrosione nei compositi a matrice metallica.
Le fibre di boro risentono dell’attacco ossidativo e per questo vengono usate con una copertura superficiale, attraverso un deposito di vapori. 
La classificazione tossicologica delle fibre è ottenuta tramite la valutazione di alcuni parametri che definiscono la biosolubilità o biopersistenza nell’apparato respiratorio (criterio di durabilità) e la inalabilità delle fibre (criterio dimensionale).

  • Le lane minerali (fibre artificiali vetrose (silicati) che presentano un’orientazione casuale ed un tenore di ossidi alcalini e alcalini terrosi, Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO, in quantità superiore al 18%) sono introdotte nella classe di rischio 3 CE di conseguenza etichettate con frase di rischio

R40 (possibilità di effetti irreversibili dovuti agli effetti cancerogeni)
Xi R38 (irritante per la pelle)
nota Q nota R

  • Le fibre ceramiche refrattarie, fibre per scopi speciali (fibre artificiali vetrose (silicati) che presentano un’orientazione casuale ed un tenore di ossidi alcalini e alcalini terrosi Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO in quantità inferiore al 18% ) vengono introdotte nella classe di rischio 2 CE di conseguenza etichettate con la frase di rischio

R49 (cancerogeno per inalazione)
Xi R38 ( irritante per la pelle)
nota R: La classificazione “cancerogeno” non si applica alle fibre il cui diametro geometrico medio ponderato rispetto alla lunghezza meno due errori standard risulti maggiore di 6mm

Da un punto di vista merceologico le lane minerali si differenziano dalle fibre ceramiche per la composizione chimica e per la dimensione da cui ne consegue oltre alla diversa classificazione, un diverso utilizzo in funzione di una diversa risposta al calore; le fibre ceramiche possono lavorare fino a temperature di 1600°C.